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Esposizioni - ERA

A Trieste per scoprire animali arcaici e preistorici
Mai Estinti!
In mostra le specie sopravissute al trascorrere dei millenni

Trieste, Sala Giubileo
27 aprile - 17 giugno 2007

Dopo il grande successo di pubblico riscosso lo scorso dicembre, a grande richiesta ritorna “MAI ESTINTI”, la mostra interamente dedicata ai “fossili viventi” che illustra quali animali sono rimasti immutati nel corso di milioni di anni.
Ideata e organizzata da Globo divulgazione scientifica, la mostra è un affascinante viaggio alla scoperta di un mondo che il tempo non ha cambiato, animali arcaici e primitivi che riescono a sopravvivere negli ambienti più inospitali e nascosti del nostro pianeta.
La vita sulla Terra infatti ha subito negli ultimi 600 milioni di anni cinque grandi estinzioni di massa. La più importante avvenne 250 milioni di anni fa e provocò la scomparsa del 90 per cento delle specie viventi. Quella meglio conosciuta è l’estinzione avvenuta 65 milioni di anni fa,  durante la quale scomparvero i dinosauri, i rettili volanti e oltre la metà delle specie marine. Alcuni organismi tuttavia sono arrivati fino ai giorni nostri mantenendosi inalterati nel tempo, senza cambiare le loro caratteristiche somatiche o fisiologiche, come le lamprede, i vertebrati più primitivi conosciuti, o il celacanto, un grosso pesce pescato nel 1952 e considerato estinto da quasi 100 milioni di anni.
Protagonisti di “MAI ESTINTI” sono animali quasi introvabili, come limuli, storioni, anfibi, rettili, insetti alati, scorpioni fluorescenti, ragni messicani e tanti altri esempi di una preistoria ancora presente sul nostro pianeta.
Grandi e piccini, attraverso le quattro sezioni della mostra (“I primi sono sempre loro”, “Fossili d’acqua”, “La conquista della Terra” e “Ieri e oggi”), possono conoscere dal vivo animali curiosi, trovarsi faccia a faccia con uno squalo o un boa e scoprire i motivi scientifici che hanno preservato nel tempo tante specie.

Ammonite fossile

Ammonite fossile
Le ammoniti erano molluschi cefalopodi dotati di conchiglia che potevano raggiungere dimensioni notevoli (3 metri di diametro). Delle tantissime specie che popolarono i mari fino a 65 milioni di anni fa (epoca della scoparsa dei dinosauri) ne è sopravvissuta solo una, il nautilus.  I nautili vivono nelle profondità marine, ma di notte alla ricerca di cibo possono risalire verso acque più superficiali.

Limulo

Limulo
Il limulo, detto anche “granchio ferro di cavallo” per la forma del carapace, esiste da oltre 500 milioni di anni, il che lo rende tra i più meritevoli ad essere definito “fossile vivente”. Di questo invertebrato, imparentato con ragni e scorpioni (i Merostomi), ne esistono solo quattro specie ancora viventi. I limuli vivono negli estuari di alcuni fiumi asiatici e lungo alcune coste sabbiose, dove sono in grado di tollerare continue variazioni di temperatura e salinità dell’acqua e di sopportare elevati livelli di inquinamento.

Celacanto

Celacanto
Ilcelacanto è un grosso pesce che vive in acque profonde (fino a 700 metri di profondità), nasconsto in grotte vulcaniche. Fino al 1938 era stato considerato estinto da quasi 100 milioni di anni ed era conosciuto solo dai reperti fossili. Oggi se ne conoscono alcune colonie in Sudafrica, in Madagascar e Indonesia. Il celacanto appartiene a un gruppo (i Sarcopterigi) che rappresenta il passaggio dai pesci ai vertebrati terrestri.

Axolotl

Axolotl
L’Axolotl è un buffo animaletto molto simile alle larve di pesci primitivi e può rappresentare il passaggio dalla vita acquatica a quella terrestre. Sebbene viva sempre in acqua, in particolari condizioni di aridità questo anfibio si trasforma in una salamandra terrestre, riassumendo così i milioni di anni impiegati dai pesci per conquistare le terre emerse.

Iguana

Iguana
Anticamente molti pesci, anfibi, rettili e probabilmente anche alcuni mammiferi possedevano un terzo occhio. Era posto in mezzo al cranio in posizione dorsale e permetteva all’animale di “guardare” verso l’alto senza alzare la testa. La maggior parte dei vertebrati, con l’evoluzione, ha perso questo organo detto occhio parietale. In alcune specie attuali questo carattere primitivo è ancora presente. L’iguana, ad esempio, possiede ancora il terzo occhio. La sua attuale funzione è poco chiara, ma sembra abbia un ruolo importante nella regolazione dei ritmi biologici.