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I nove “errori” di Al Gore
Una scomoda verità

I cambiamenti climatici e le loro conseguenze sul nostro pianeta sono i temi affrontati nel libro e film documentario “Una scomoda verità” dall’ex-vicepresidente degli Stati Uniti d’America, Al Gore. Il film uscito nel 2006 vinse due Oscar e l’impegno dimostrato nella sensibilizzazione verso il problema del cambiamento climatico valse a Gore il premio Nobel per la Pace nel 2007, insieme all’Ipcc.
Ma il frutto del lavoro dell’ex-candidato alla Casa Bianca non è in realtà un documentario scientifico: contiene infatti alcune affermazioni discutibili, in un contesto che spesso sfocia nell’esagerazione. Questa è la sentenza dell’Alta Corte di Londra, chiamata a stabilire l’adeguatezza del documentario ai programmi scolastici. “Potrà essere visto nelle scuole, accompagnato da informazioni sugli errori scientifici in esso contenuti”.
Il giudice britannico Michael Burton sostiene che il film sia largamente accurato nel descrivere i cambiamenti climatici, le loro cause e i possibili effetti, ma cita nove affermazioni che non sono sostenute da prove scientifiche.
Non esistono infatti prove certe che correlino i cambiamenti climatici con lo scioglimento delle nevi del Kilimangiaro, l’uragano Katrina e il prosciugarsi del Lago Ciad.
Lo sbiancamento dei coralli, poi, non è un fatto irreversibile: anche se lo potrebbe diventare se le temperature marine aumentassero ancora di qualche grado. Non è vero neanche che gli orsi polari stiano annegando, esiste solo la notizia di quattro orsi polari annegati a causa di una tempesta.
Inoltre Al Gore paventa uno scenario apocalittico e scientificamente molto improbabile in cui la corrente del Golfo starebbe per bloccarsi e gettare l’Europa in una nuova era glaciale. Il livello dei mari, secondo il documentario, dovrebbe crescere nell’immediato futuro di sette metri, sommergendo un grande numero di città e molte isole del Pacifico si starebbero già spopolando. Ma un così consistente aumento del livello dei mari potrebbe avvenire nel corso di centinaia di anni e non nell’immediato futuro, e inoltre non ci sono prove di alcuna evacuazione avvenuta nel Pacifico.
Basandosi infine su due grafici dell’andamento, a partire da 650 mila anni fa, della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera e delle temperature, Al Gore trova una corrispondenza esatta tra le due quantità. In realtà, secondo l’Alta Corte di Londra, quei grafici non mostrano nulla di ciò che viene affermato.

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