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E’ colpa del Sole?
La nostra stella implicata nelle variazioni climatiche

Intervista a Mauro Messerotti, INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica).

Professor Messerotti, qual è il ruolo del Sole nell’ambito dei cambiamenti climatici?
Che il Sole contribuisca al riscaldamento dell’atmosfera terrestre è un fatto riconosciuto. Capire l’importanza del suo contributo è invece un problema ancora aperto. L’ultimo rapporto dell’IPCC e anche il precedente, infatti, tengono conto del ruolo del Sole, attribuendogli però un peso non rilevante. Recenti studi paleo-climatologici, volti a ricostruire le variazioni del clima in epoche remote, proverebbero invece che l’attività solare abbia avuto un ruolo dominante. Le cause però non sono state ancora comprese.

Le macchie solari contribuiscono all’andamento climatico terrestre
(foto NASA).

Che osservazioni sono state fatte?
Questi studi hanno evidenziato una stretta relazione tra i cicli solari e le variazioni di temperatura sulla Terra. Il ciclo più studiato è quello delle macchie solari, zone della superficie della stella in cui il campo magnetico è più forte e in corrispondenza delle quali vi è un aumento delle radiazioni. L’andamento del numero di macchie solari è ciclico: aumenta fino a raggiungere un massimo per poi diminuire fino a un minimo. I minimi e massimi, se prolungati nel tempo, potrebbero provocare significativi aumenti e diminuzioni della temperatura terrestre. Un esempio di questa possibile correlazione è il cosiddetto minimo di Maunder, ovvero il periodo tra il 1645 e il 1715 in cui praticamente non è stata osservata alcuna macchia solare. In questo stesso periodo sono state registrate estati molto fredde e inverni particolarmente rigidi, tanto che il periodo fu soprannominato “la piccola età del ghiaccio”. Non si è ancora compreso, però, come mai variazioni dell’attività solare così piccole possano provocare variazioni climatiche così importanti. Si ipotizza l’esistenza di fenomeni atmosferici amplificatori, ma servono studi ulteriori per rispondere alla questione. 

Quali meccanismi vengono ipotizzati per spiegare l’influenza delle attività solari sul cambiamento climatico terrestre?
L’ipotesi più recente e controversa è quella che vede nei raggi cosmici la spiegazione dell’influenza del Sole sul clima. I raggi cosmici sono particelle ad altissima energia provenienti da esplosioni stellari, che giungono sulla Terra da ogni direzione. La quantità dei raggi cosmici che effettivamente raggiungono il nostro pianeta dipende anche dall’attività solare. Infatti il vento solare, flusso di particelle cariche provenienti dalla nostra stella, è in grado di deviare i raggi cosmici. Questo particolare vento si intensifica all’aumentare del numero di macchie solari. Quindi maggiore è l’attività solare e minore sarà la quantità di raggi cosmici che raggiungono la Terra. L’ipotesi sta nel fatto che i raggi cosmici interagiscano con l’atmosfera terrestre aumentandone il grado di ionizzazione. Questo potrebbe portare a sua volta a un aumento delle nuvole e quindi a un abbassamento della temperatura. Gli studi fin qui condotti hanno prodotto risultati abbastanza controversi. Secondo l’Ipcc non sussistono evidenze sufficienti per prendere in considerazione tale ipotesi. Secondo il parere di molti scienziati e ricercatori, invece, bisogna approfondire gli studi, perchè la strada aperta è particolarmente promettente.

Come stanno operando i laboratori di ricerca scientifica?
E’ fondamentale la collaborazione tra climatologi meteorologi terrestri e spaziali. A tal riguardo si svolgono dei meeting annuali che incentivano la collaborazione dei due gruppi nello studio della problematica. Al CERN di Ginevra partirà a breve l’esperimento Cloud che cercherà di capire se i raggi cosmici possono avere a che fare con il processo di formazione delle nuvole. Verranno lanciate delle particelle ad altissima energia in un’atmosfera simulata in laboratorio, per vedere se si innesca il primo meccanismo dal quale si potrebbero originare le nuvole.  Inoltre ci sono già satelliti al lavoro che stanno effettuando misure di altissima precisione delle attività solari. Unire lo studio del sistema climatico terrestre, già estremamente complesso, allo studio delle sue interazioni con gli agenti spaziali complica notevolmente le cose. Le incognite sono tantissime e risultati soddisfacenti possono essere ottenuti solo nel lungo periodo. I motivi per continuare la ricerca su questa strada però sono decisamente forti.

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